La dottoressa Giulia si è laureata brillantemente in farmacia presso l’università di Siena discutendo  una splendida tesi dal titolo:

FORMULAZIONE E VALUTAZIONE DI PRODOTTI TOPICI CONTENTI DERIVATI DI VITIS VINIFERA L.

La tesi, nata nel nostro laboratorio e coadiuvata dal prof. Andreassi, ha studiato l’applicazione cosmetica del nostro attivo UVIOX FS confermando in vivo e in vitro gli studi precedenti. Se gradisci puoi leggere la tesi di Giulia   TESI GIULIA 08-04

Ci complimentiamo con Giulia augurandole una splendida carriera.


Martedì, 20 Aprile, Giulia discuterà la sua tesi di laurea in farmacia presso la facoltà degli studi di Siena. Argomento della tesi l’attività cosmetica di due creme contenenti il nostro attivo UVIOX FS . Titolo della tesi:

FORMULAZIONE E VALUTAZIONE DI PRODOTTI TOPICI CONTENENTI DERIVATI DI VITIS VINIFERA L.

Nei prossimi giorni sarà possibile leggere la tesi completa.


La vite Vitis vinífera  ha origine asiatica, il suo antenato selvatico Vitis silvestris è stato addomesticato 10 mila anni fa dai popoli caucasici, da questo momento ha inizio una sorta di proto-viticoltura. Dal Caucaso, centronevralgico per lo sviluppo dell’agricoltura, la vite si diffonde in tutta la mezzaluna fertile fino all’Egitto e da qui si estende in tutto il bacino Mediterraneo.

La prima testimonianza certa riguardante la coltivazione della vite e il consumo del vino è una scrittura sumerica della prima metà del terzo millennio a.C.

I Fenici furono i principali diffusori della cultura del vino; tramite i loro commerci coprirono tutta l’area del bacino mediterraneo, Egitto, Assiria, Grecia, Sicilia, Sardegna, Germania e le coste dell’Africa settentrionale.

I Greci arrivarono ad una forte specializzazione della viticoltura, creando dei veri e propri vigneti con piante allevate a ceppo e potate abitualmente. In Italia meridionale l’ingresso ufficiale della viticoltura è avvenuto in Siciliacon il nascere delle colonie greche, mentre nel centro e nel nord del paese la diffusione è stata promossa dagli Etruschi che possedevano evolute nozioni vitivinicole e agricole. Durante il periodo romano aumentò l’interesse per la viticoltura e sin dal primo secolo a. C. erano praticate le più comuni tecniche viticole come gli innesti, la potatura e la vinificazione. Successivamente i romani esportarono e consolidarono la coltura della vite all’interno dei confini del loro impero; dalla Spagna al Danubio e a nord fino alla Gran Bretagna.

INQUADRAMENTO BOTANICO E DIFFUSIONE GEOGRAFICA

Le viti appartengono all’ordine delle Rhamnales, famiglia delle Vitaceae, sottofamiglia delle Ampelideae, genere Vitis.

Il genere Vitis comprende circa 40 specie asiatiche e 30 americane. Nel gruppo delle viti di origine americana sono comprese le specie che hanno dato origine ai portinnesti, utilizzati in Europa a partire dalla seconda metà del 800. Fra queste le specie più importanti sono: Vitis labrusca (anche coltivata come uva da vino, clinto), Vitis riparia, Vitis rupestris, Vitis berlandieri. Nel gruppo delle viti asiatiche, focalizziamo la nostra attenzione sul sottogruppo europeo, dove troviamo la nostra Vitis vinifera di cui la sottospecie sativa è quella che viene coltivata per scopi enologici in tutto il bacino del Mediterraneo e in Europa. In Italia si sono diversificate, adattandosi alle particolari condizioni pedologiche e microclimatiche, numerose varietà di vite; attualmente ne vengono coltivate circa 350.

Quindi la Vitis vinifera sativa viene allevata commercialmente nelle zone a clima temperato: inverni non troppo rigidi e estati non estremamente calde. Naturalmente all’interno di queste zone la vite viene coltivata dove persistono climi temperati, o dove microclimi favorevoli permettono il suo sviluppo. L’Italia è interamente compresa in questa fascia e in particolari condizioni la vite viene allevata fino a 1200 metri sul livello del mare.

tratta dalla tesi di Giulia Faina:  

FORMULAZIONE E VALUTAZIONE DI PRODOTTI TOPICI CONTENTI DERIVATI DI VITIS VINIFERA L.


Quando potiamo le viti a primavera nei giorni caldi, a ogni taglio, esce una lacrima. Gli anziani raccontano che la vite “si è mossa”. Tecnicamente si tratta della linfa della pianta della vite ma poeticamente è chiamata “lacrima della vite”, dal latino lacryma vitis.  Questo pianto, oltre a essere un segno che indica che la vite è nuovamente piena di forze e di vita, è anche un concentrato di proprietà tanto che in passato alle lacrime di vite erano attribuiti poteri magici e si impiegavano per curare affezioni agli occhi, problemi della pelle, disturbi digestivi fino al pronto intervento per il morso dei serpenti. I suoi “poteri magici” sono dovuti dal mix di sostanze nutritive come sali minerali, aminoacidi, zuccheri, polifenoli, acidi organici e auxine che le compongono. Ma la sostanza più preziosa di cui sono ricche è la viniferina. Il nostro territorio è colmo di attivi naturali che non vengono utilizzati, basta solo osservarli e riconoscerli.
 
 

 


I polifenoli da uva sono un’ampia classe di sostanze organiche   con importanti benefici per la salute umana e sono stati studiati in ambito cosmetologico per la loro apparente capacità di migliorare i segni visibili dell’invecchiamento cutaneo.

Partendo da questa idea è partita  nel nostro laboratorio cosmetico una tesi sperimentale di una laureanda in Farmacia. Lo scopo della ricerca sarà quello di valutare un ingrediente cosmetico ottenuto dalla vinaccia dell’uva di una delle più importanti aziende vinicole italiane.


Per gli uomini decisamente unici è ora possibile acquistare un nuovo cosmetico , l’acqua micellare dell’uomo extravagante pensato per la detersione del volto munito anche di barba importante e del collo. L’acqua micellare è una soluzione detergente a base acquosa, che permette di rimuovere  le impurità dal volto rispettandone la fisiologia. Il prodotto si basa sulla tecnologia delle micelle, cioè molecole di tensioattivi che si riuniscono a formare delle piccole sfere. Il tensioattivo utilizzato è derivato dall’olio di oliva. Completano la formula acqua di calendula, estratti di camomilla, glicerina vegetale e gel di aloe. La fragranza priva di allergeni è un mix di vetiver,incenso e mirra. Si utilizza come un normale sapone  versando un poco di prodotto sul palmo della  mano e massaggiando sul volto  evitando il contatto con gli occhi fino a perfetta pulizia, dopodiché risciacquando accuratamente. La formula è gradevole, semplice, sicura.

formula:INGREDIENTI: AQUA, CALENDULA OFFICINALIS FLOWER WATER, SORBITAN OLEATE DECYLGLUCOSIDE CROSSPOLYMER, GLYCERIN, ALOE BARBADENSIS LEAF JUICE, PROPYLENE GLYCOL, TREHALOSE, CHAMOMILLA RECUTITA EXTRACT, PANTHENOL, PARFUM,ETHYLHEXYLGLYCERIN, HYDROLYZED VEGETABLE PROTEIN, PHENOXYETHANOL, POTASSIUM SORBATE, SODIUM BENZOATE

 


Viviamo in un momento storico difficile da cui presto usciremo. Alla sera puoi rilassarti leggendo i nostri appunti di cosmesi sorseggiando una tisana calda di camomilla. Il libro è l’insieme di appunti cosmetici presi durante 25 anni di studio.

Crediamo che la cultura vada custodita e donata gratuitamente.

 

Buona lettura.

cosmetica 2021

 


Abbiamo deciso di valutare in vitro il potere antiossidante del nostro attivo UVIOX FARMACIA SOLDANI inserendolo in una formula molto apprezzata: POLIFENOLI DI UVA E OLIVE, SIERO DI BELLEZZA. I risultati come potrete vedere scaricando il pdf sono molto incoraggianti. Analisi potere antiossidante cosmetico Farmacia Soldani

La valutazione del potere antiossidante delle formulazioni prese in esame è stato eseguito utilizzando il metodo del DPPH. I campioni, opportunamente diluiti, vengono posti a contatto con il radicale libero 1, 1-diphenyl-2-picryl-hydrazil disciolto in metanolo. Viene quindi monitorata la capacità del campione di neutralizzarlo, grazie ad una variazione di colore, per via spettrofotometrica, rispetto a un campione di controllo. La cinetica di abbattimento della specie radicalica permette il calcolo del potere antiossidante che viene espresso in Trolox (un analogo solubile della vitamina E) equivalenti.


Dalla segnalazione della non presenza d’ingredienti che possono essere rischiosi per pelli non perfettamente sane il mondo del marketing, rispondendo ai bisogni e alle paure del consumatore, ha finito per amplificare i problemi su alcune tipologie d’ingredienti il cui uso è scientificamente riconosciuto utile. Aziende cosmetiche non serie ne fanno l’unico elemento di forza. Fate quindi attenzione quando  dovete sciegliere d’acquistare un cosmetico.

Una lista senza fine!

Sempre più spesso i consumatori sono sollecitati, loro malgrado, a riflettere su questioni che spesso non comprendono generando spesso insicurezza. In un mondo di libero mercato cosmetico sempre più persone si  permettono di dispensare consigli e valutazioni con tanto di liste di ciò che è buono e ciò che va evitato creando confusione.  Penso che il valore intrinseco di un formulato cosmetico è sempre e solo deducibile dalla sua composizione, dalla serietà dell’azienda che lo produce, dai giudizi degli utilizzatori.

Cosmetics Europe: PRINCIPI GUIDA SU UNA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA E COMMERCIALE RESPONSABILE* 

Per leggere le linee guida:

 


Il profumo viene molto spesso associato ad aspetti frivoli, effimeri della nostra esistenza.
Tuttavia se studiassimo il nostro passato potremo capire che il profumo, da sempre ha accompagnato l’uomo nei momenti più profondi e più sacri.
Non deve sorprendere se molte opere d’arte nel corso dei secoli hanno rappresentato ed evocato il profumo.
Pensate alla pittura, alla letteratura citando il Cantico dei Cantici del Vecchio Testamento o autori come Shakespeare, Flaubert, D’Annunzio, Baudelaire .
Ai  nostri giorni non ci resta che pensare alle tristi pagine dei giornali dove dame bellissime invocano sogni irrealizzabili ed un acquisto sicuro .
Cosa accadrebbe se non esistesse il profumo ?
Cosa ne sarebbe della nostra vita se non potessimo annusare una rosa, l’odore di un neonato, l’odore dell’aria fresca di mattino, l’odore del cibo e del vino rosso!
Credo che la nostra vita sarebbe certamente diversa, mancherebbe qualcosa di magico.

Per leggere nostro lavoro scritto nel 2008 clicca

 
 

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