Vitis vinifera, cenni storici

La vite Vitis vinífera  ha origine asiatica, il suo antenato selvatico Vitis silvestris è stato addomesticato 10 mila anni fa dai popoli caucasici, da questo momento ha inizio una sorta di proto-viticoltura. Dal Caucaso, centronevralgico per lo sviluppo dell’agricoltura, la vite si diffonde in tutta la mezzaluna fertile fino all’Egitto e da qui si estende in tutto il bacino Mediterraneo.

La prima testimonianza certa riguardante la coltivazione della vite e il consumo del vino è una scrittura sumerica della prima metà del terzo millennio a.C.

I Fenici furono i principali diffusori della cultura del vino; tramite i loro commerci coprirono tutta l’area del bacino mediterraneo, Egitto, Assiria, Grecia, Sicilia, Sardegna, Germania e le coste dell’Africa settentrionale.

I Greci arrivarono ad una forte specializzazione della viticoltura, creando dei veri e propri vigneti con piante allevate a ceppo e potate abitualmente. In Italia meridionale l’ingresso ufficiale della viticoltura è avvenuto in Siciliacon il nascere delle colonie greche, mentre nel centro e nel nord del paese la diffusione è stata promossa dagli Etruschi che possedevano evolute nozioni vitivinicole e agricole. Durante il periodo romano aumentò l’interesse per la viticoltura e sin dal primo secolo a. C. erano praticate le più comuni tecniche viticole come gli innesti, la potatura e la vinificazione. Successivamente i romani esportarono e consolidarono la coltura della vite all’interno dei confini del loro impero; dalla Spagna al Danubio e a nord fino alla Gran Bretagna.

INQUADRAMENTO BOTANICO E DIFFUSIONE GEOGRAFICA

Le viti appartengono all’ordine delle Rhamnales, famiglia delle Vitaceae, sottofamiglia delle Ampelideae, genere Vitis.

Il genere Vitis comprende circa 40 specie asiatiche e 30 americane. Nel gruppo delle viti di origine americana sono comprese le specie che hanno dato origine ai portinnesti, utilizzati in Europa a partire dalla seconda metà del 800. Fra queste le specie più importanti sono: Vitis labrusca (anche coltivata come uva da vino, clinto), Vitis riparia, Vitis rupestris, Vitis berlandieri. Nel gruppo delle viti asiatiche, focalizziamo la nostra attenzione sul sottogruppo europeo, dove troviamo la nostra Vitis vinifera di cui la sottospecie sativa è quella che viene coltivata per scopi enologici in tutto il bacino del Mediterraneo e in Europa. In Italia si sono diversificate, adattandosi alle particolari condizioni pedologiche e microclimatiche, numerose varietà di vite; attualmente ne vengono coltivate circa 350.

Quindi la Vitis vinifera sativa viene allevata commercialmente nelle zone a clima temperato: inverni non troppo rigidi e estati non estremamente calde. Naturalmente all’interno di queste zone la vite viene coltivata dove persistono climi temperati, o dove microclimi favorevoli permettono il suo sviluppo. L’Italia è interamente compresa in questa fascia e in particolari condizioni la vite viene allevata fino a 1200 metri sul livello del mare.

tratta dalla tesi di Giulia Faina:  

FORMULAZIONE E VALUTAZIONE DI PRODOTTI TOPICI CONTENTI DERIVATI DI VITIS VINIFERA L.

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